Il Gioco delle Parole

Il Gioco delle Parole (Round II) | Tuffo

Chiedo scusa a tutti per il ritardo, ho avuto davvero dei giorni infernali ed impegnatissimi. Oltretutto questa volta è stato più complesso riuscire a mettere insieme tutte le vostre parole. Erano differenti le une delle altre, non si incastravano mai bene. Mi piace pensare, quando faccio questo gioco, che la soluzione che trovo per riuscire a dare armonia a diverse menti che pensano diverse parole, sia l’unica soluzione possibile.
Comunque, alla fine ci siamo riusciti; e’ un po’ un monito questa poesia, una sorta di lezione per gli artisti di tutti i tipi.

Tuffo

Soffrire del disincanto dalla realtà
non è sintomo di arrendevolezza.
I cambiamenti che quest’intuizione comporta
derivano da una fede assoluta
nel proprio inconscio.

Come un vegano
che senza alcuna nostalgia
rinuncia alle sensazioni della carne,
se si lascia cadere
il peso delle certezze
trattenuto per inerzia
si raggiunge la dissolvenza
dell’immutabilità.

In una sorta di parafilia
rivolta al senso delle cose
ci si trova a gozzovigliare
nella nicchia fra
una presunta e falsa obiettività
ed una certa incoscienza.

Come una caparbia ambientalista,
che profetizza il disastro imminente,
l’artista che abbandona
senza rimorso
ogni tipo di maniera
ogni normalità
ed ogni preconcetto,

con la trasparenza di un bambino
ma umile e dimesso come un mendicante,
fa in modo che,
chi ha dimenticato
l’ascolto di sé stesso
e si trova sull’orlo del baratro
mai riconoscendo il proprio riflesso,
possa gettarsi nel vuoto
della catarsi personale,
e immergendosi nell’alchimia
dei fluidi inconsci,
spiccare il volo nel blu
e finalmente
fantasticare,
accipicchia che bello –
fantasticare.

Il Gioco delle Parole · Poesie

Il Gioco delle Parole (Round II)

Chi mi segue da un po’ lo conosce e lo ha già fatto, per chi mancava può dare un’occhiata qui e qui. In ogni caso lo rispiego.

In buona sostanza si tratta di un Esperimento di Poesia Composta; do’ molta importanza alle parole che scelgo quando scrivo, sono convinto che ci sia una vera e propria ricerca da fare, come a pescarle dal mare dell’inconscio. Ma tralasciando queste metafore colorite. Come dicevo, collettiva è la parola sui dobbiamo concentrarci.
Servirete anche voi in questo esperimento, anzi, siete voi che in questo caso mi darete le parole da usare. Io successivamente mi occuperò di metterle in ordine, di usarle tutte per costruire una poesia. Poesia che sarà mia e sarà vostra.
Potrete mettere le parole che preferite: parole importanti per voi, parole complesse che non si usano spesso, parole che vi rimangono in testa da anni. La scelta sarà vostra.

Come l’ultima volta comincerò io a scrivere le mie parole. Questa volta, dato che siamo un po’ di più, e non vorrei rischiare di fare una poesia chilometrica, direi che invece di tre parole, ne metteremo due a testa.

Ecco le mie:

Senso
Realtà

Potete condividere le vostre parole direttamente nei commenti di questo articolo.
C’è tempo fino a domani mattina (anche se prendo questo limite in maniera molto elastica), dopodiché comincerò a combinare le parole.

Il Gioco delle Parole

Il Gioco delle Parole (Round I) | Trovare

E’ stato davvero impegnativo, siete stati in diciannove a rispondere; di conseguenza, insieme alle mie, avevamo sessanta parole tutte diverse, tutte bellissime (alcune che proprio non conoscevo) da mettere insieme.
E’ stato davvero divertente usare parole non mie per comporre qualche verso.
Divertente si,
ma appena ho cominciato, ho sentito una gigantesca pressione. Avevo nelle mie mani delle parole, parole che erano importanti per voi, nella vostra vita e che voi mi avevate affidato.
Lì è arrivato un senso di responsabilità infinito. Quando mi sono messo a riordinarle, ho temuto di sprecarle, di usarle male; mi sono impegnato molto per riuscire a usare le parole al meglio, a dare ad ognuna il giusto valore.

Per di più, arrivato alla fine, mi erano rimaste parole grandi, parole di rivoluzione, che hanno spinto i pensieri verso lidi ottimistici, piacevoli, pacifici. Non pensavo di poter uscire da quella voragine di pensieri oscuri con cui la poesia era cominciata, ed invece…
E’ stato davvero un esperimento interessante, penso proprio che lo rifarò, se vorrete aiutarmi.
Vi ringrazio tantissimo per avermi fatto dono delle vostre parole, spero siate soddisfatti dal risultato.

In ogni caso, ecco qua la mia vostra NOSTRA poesia.

 

Trovare.


Allor
mi trovai
ancora a far sentire
la mia assenza
in quella tenda indiana
dove speranza
e sogno
facevano crocchio
intorno alla conchiglia
di parole capaci
di rompere i muri,
i mondi,
e ridare vita
al fanciullo
sospeso
senza respiro
nella girandola
di ansia,
codardia
e mancanza.

Nel silenzio
dell’abisso
di verità incessanti,
non un respiro,
non un segno
a mostrare la presenza
di sentimenti
da sorseggiare
avidamente
manco fossero acqua.

Avvolto,

immerso
nell’ombra
della malinconia,
come se fosse
crema arabescata
di parole e tristezza;
con solo una pantofola
(unico dono del cielo)
per poter scavare
verso l’alto,
nel disgusto
della solitudine,
sperando
nella grazia
dei “chissà”.

Eppure,
nella cacofonia
di quest’istante,
un concetto si fa strada
come un tulipano
che, con cautela,
cerca la luce:

Evoluzione.

Si.
Grazie a questo
desiderio iridescente
e naturale
di correre
attraverso la resilienza
delle pelli,
di sentire ogni cosa,
di percepire davvero
il tocco di qualcuno
come una scintilla blu
nell’anima,

lì,
era proprio lì
che si nascondeva

la Rinascita.

Il Gioco delle Parole

Il Gioco delle Parole (Round I)

E’ da un po’ che pensavo ad un gioco da proporre a chiunque volesse partecipare.
Oggi mi sono detto che, se il blog fosse arrivato a duecento follower avrei fatto qualcosa per festeggiare.
Ebbene, ci siamo! Vi ringrazio per avermi seguito fin qua, do il benvenuto a coloro che si sono uniti in questa raccolta online di poesie (perlopiù tristi o malinconiche); ogni poesia che scrivo mi fa sentire un pelo meglio ed il vostro supporto è stato davvero [ma davvero (ma davvero, vero!)] uno dei pochi piaceri degli ultimi giorni.

Quindi voglio fare qualcosa insieme: Un gioco, diciamo.

Dunque,
io ho una lista di parole preferite (è strano, secondo voi?), sono certe parole di cui mi piace il significato, il suono, l’etimologia, tutto.
In realtà la lista cambia in base all’umore; poi magari scopro quella parola che avevo dimenticato, o che avevo rimosso, la sento detta da qualcuno e non riesco a toglierla dalla testa finché non trovo il modo per usarla.

Per dirne una, da una settimana a questa parte mi rimbombava in testa la parola “Devastante“, e infatti ho trovato il modo per usarla in una delle poesie (Dirupo).
Comunque, il gioco si basa proprio su questo.
Ognuno di noi scrive le tre parole che preferisce, o le tre con cui si sente più a suo agio o, ancora, le tre che descrivono come si sente in questo momento; dopodiché cercherò di scrivere una poesia utilizzando le parole di tutti, e vediamo che cosa esce.

Comincio io:

Chissà
Parole
Eppure

E lo so, lo so, che queste tre parole spuntano già in alcune poesie; ma è proprio perché sono le mie preferite al momento, no?
Comunque, commentate qua con le tre parole.
Direi che metto come tempo limite domani mattina, momento nel quale lavorerò alla poesia.
(probabilmente ritarderò pure, quindi se volete ritardare pure voi fate tranquillamente!)

Come detto, ringrazio davvero tutti coloro che mi seguono.
Non avete idea di quanto mi faccia piacere leggervi ed essere letto.