La Strada | Racconto - Poesia

La Strada | Episodio VI | Bivio

La Storia continua
pur avendo, il vecchio,
finito di raccontarla;
ora è la storia che racconta
del vecchio,
ed il vecchio diventa
scheletro,
poi polvere,
poi più niente.

E’ tutto ciò che gli spetta?
(E’ ciò che spetta a tutti)

Senza risposte,
ma senza fermarci
(come non si ferma la storia)
torniamo all’auto,
verso nuove mete
di un pellegrinaggio
senza meta;

si muove con noi – la strada -,
io ho perso qualcosa,
il ragazzo ha perso se stesso,
entrambi speriamo di trovare
o trovarci, nell’asfalto infinito
di una linea interuniversale.

Un bivio ci costringe
a decidere fra due giorni,
due momenti di destino,
gli stessi per entrambi noi.

 

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Il Lungo Addio

Il Lungo Addio | Capitolo VI | 27/09/2017 – 26/10/2017

Tutto accade,
sempre comunque,
tutto ciò che deve accadere,
alla fine accade.
Viaggi, mete, mari, monti,
cieli che cascano su teste fra le nuvole,
a testa in giù, mi trovo a testa in giù
con nuovi cieli sulle spalle,
brillanti futuri davanti
e vecchie nostalgie dietro.

Goccie di sudore
come rugiada al mattino,
illuminano le giornate,
muscoli gementi
da lavori inaspettati,
sangue nelle vene
che viene usato per prime volte,
stanchezza, stanchezze!
Non sono abituato,
vivendo ogni giorno,
sapendo ogni giorno come vissuto,
cibo sudato, ferito, cacciato
come uomini preistorici
egoisti delle loro prede.
Parenti impauriti dalle distanze,
non si rendono conto di quanto
di quanto sia piccolo,
minuscolo, microspico,
questo mondo,
biglia nel buio

Diario di un Viaggio

Diario di un Viaggio Lungo Quanto una Vita (o di una Vita Breve Quanto un Viaggio) | Capitolo V | Di Tutto un Po’

Io voglio scrivere del nostro amore, voglio amarti scrivendo, prenderti scrivendo, non altro, siamo davvero drogati: non posso vivere fuori dal cerchio magico del nostro amore.

Italo Calvino in una lettera ad Elsa de Giorgi

Rimembra rimembra,
il 7 Novembre
il giorno in cui caddero le promesse
come macerie dal cielo
e qualcuno finalmente disse
al posto loro
dateci i fatti
momenti,
e di tempo battiti.

Rimembra rimembra,
il 7 novembre,
giorno in cui non fu più
il passato a bussare con forza,
il giorno in cui
futuri plasmabili
scivolarono sotto la porta,
aprendola verso il cielo.

Rimembra rimembra
il 7 novembre,
che il tempo delle anime divise
finalmente di scoccare smise
e senza emozioni improvvise
l’amore finalmente intrise
le tue guance amor mio.

Gaed in una lettera all’Amore

Ed rieccoci qua,
lo so che non ci sentiamo da un po’ caro diario pubblico, sono stato impegnato in giornate perlopiù tutte uguali e non avevo nulla di concreto da raccontare. E so anche di essere mancato diversi giorni; niente poesie, la Strada attende ancora qualcuno che concluda il viaggio, niente racconti… ma tranquilli le cose arriveranno, siamo solo in un periodo di stanchezza fisica che blocca sul nascere qualsiasi intento di affaticamento mentale; è un periodo di accumulo, mettiamola così. Come la respirazione, inspiri ed espiri. Per il momento sono in un periodo in cui inspiro, assorbo informazioni, leggo molto, assimilo, rifletto; ma sento che qualcosa bolle nel pentolone di materia grigia, c’è qualcosa che vuol nascere, ma è ancora troppo embrionale per lavorarci, necessita altre riflessioni.

Ma parliamo un po’ di come vanno le cose da questo capo del mondo.
Per cominciare: Ho cambiato lavoro!
Prima, e se avete seguito i capitoli precedenti lo saprete già, ho lavorato nel campo del Picking; ovvero la raccolta di frutta, nel mio caso Bluberry; quel lavoro è pagato a performance, di conseguenza più chili raccogli più guadagni.
Adesso ho cambiato, lavoro in un’altra azienda (più seria e più grande), con una paga migliore e soprattutto oraria. Il lavoro è sempre nei campi (per rinnovare il visto di lavoro per un secondo anno è necessario lavorare nei campi) ma adesso mi occupo di potare le piante. Si comincia alle sei del mattino, prima dell’alba, e si finisce alle due e mezza di pomeriggio. In ogni caso una buona cosa.

Poi, ho anche comprato la mia prima macchina! Un ragazzo qua all’ostello dove vivo, mi ha fatto la proposta; la macchina è anziana ma fa il suo sporco lavoro; oltre questo ha un impianto stereo estremamente rumoroso che vale tutta la spesa da solo.

Oltre questo ho ben poco da raccontare davvero; ogni giorno lavoro e torno a casa stanco, e vado a letto presto per poi ricominciare da capo se qualcosa cambia sono.. oh, si! Gli Audiolibri!
Ebbene si, ho scoperto queste meraviglie proprio per sopravvivere ad otto ore di lavori (forzati). Dato che i miei compiti sono tutti di manovalanza e che il cervello non è necessario ho ben pensato di tenerlo occupato mettendo degli audiolibri nel cellulare ed ascoltandoli con le cuffie.
Al momento ho “letto” (ascoltato, sarebbe meglio):
La coscienza di Zeno – di Italo Svevo
La metamorfosi – di Franz Kafka
La trilogia “I Nostri Antenati” – di Italo Calvino
composta da
Il Visconte Dimezzato
Il Barone Rampante
Il Cavaliere Inesistente

Questi ultimi tre mi sono piaciuti non poco; e da poco più di un anno che ho scoperto Calvino; ho cominciato leggendo “Il Castello dei Destini Incrociati”, e poi “Le Cosmicomiche”, “Le Città Invisibili”, “Se una notte d’Inverno un Viaggiatore”, “Gli Amori Difficili”.
Ho amato totalmente il suo modo di scrivere, bello, profondo, leggero, sarcastico, modernissimo, simpatico, ironico, totale. E se non vi siete mai avvicinati a lui, fatelo immediatamente, magari proprio con la trilogia fantastica “I Nostri Antenati”!
Forse con questo nome sembrano tre tomi lunghissimi alla guerra e pace, ma davvero sono leggeri, e sono bellissimi, e parlano d’amore e di crisi d’esistenza; il Cavaliere Inesistente per l’appunto parla di un armatura vuota, un cavaliere che esiste solo per forza di volontà. La vera e propria rappresentazione del Cogito Ergo Sum.
Oppure le Cosmicomiche o anche gli Amori Difficili, tutti i lavori che ho letto finora sono estremamente moderni; più moderni dei moderni, post-moderni prima degli americani, metanarrativi e paradossali prima di Cristopher Nolan o Chuck Palahniuk. Insomma, leggeteli. E se li avete già letti, rileggeteli che male non fa.
Ma non voglio fare un trattato su Calvino, non è questo il momento né il luogo.
Torniamo a noi.

I giorni sono tutti uguali dicevamo, le cose che cambiano sono i libri che ascolto (che strano ascoltare i libri vero? Io spesso li annuso, li tocco, li leggo, ma non li avevo mai ascoltati prima d’ora); il tutto nella lunga attesa che mi separa dal Sette Novembre, giorno speciale in cui tutta l’Australia si illuminerà di più. E’ un giorno particolare, quello; i fulmini colpiscono delicatamente i fiori facendoli sbocciare rugiada profumata che evaporando forma nuvole di sapone nel cielo dal quale scenderà un aereo, ed in quell’aereo ci saranno delle persone, e fra quelle persone ce ne sarà una, una che stiamo tutti aspettando.

Lei.

Santo cielo, Lei. Con la quale costruiremo il futuro che ci siamo meritati; Lei che questa distanza ci sta uccidendo. Lei, la fonte e l’arrivo di tutte le poesie che ho scritto qua.
Lei arriverà.
Ma di questo ne parleremo in quel momento caro diario.
Per oggi è tutto, vedrò di scrivere qualcos’altro prima della fine della settimana.

Alla prossima.

Poesie

Pioggia

La notte è tanto lunga
da durare giorni interi;
tempeste guardano
all’orizzonte,
nella finestra nel tuo petto
che bagni di un diluvio
innocente;

e piangi, allora,
piangi.

Pioviti addosso
piangi adesso,
che siano urli
e diluvi,
che pianga il cielo,
che il cuore
tuoni battiti
con tempeste di mare.

Se esigono sofferenza
come pegno
dell’esistere

che sia forte
violenta adesso,
che sia tutta,
te lo prometto,
piovi allora,
piovi adesso,

che mai vedrai più
lacrime allagare il soffitto,
o pioggia caderti dal viso,
che il tuo orizzonte sarà sereno
e le tempeste saranno dietro,
e non una goccia
cadrà sul nostro viso
dal momento in cui ti avrò mia,
quindi piangi adesso,

che della pioggia
tu non abbia nostalgia.
 

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La Strada | Episodio V | Storia

“Non si canta di c’era una volta
poichè una volta
non c’è ancora stata,
nell’ovunque sempre
tutto è presente,
tutto è ora.

La prima storia,
raccontata dal vecchio uomo,
narra del fuoco
narrata dal fuoco
racconta del primo uomo.

Tutti i miti divampano
dalle braci del big bang storico,

canti,
guerre,
amori,
regni,
Dei,
cavalieri,
santi,
fratelli, padri
madri, sorelle,

tutti son capitoli
della prima storia
che da qualche parte lontana,
in qualche tempo remoto,
il vecchio continua a raccontare,

E ci sei anche tu,
nella storia,
e c’è una strada;
via per tutte le vie,
la linea che attraversa
due punti di convergenza;
incongnite
finché non divengono
scelte.

E se la storia che vivi
è parte della storia del vecchio,
la strada in cui cammini
è parte della Strada,

e prima o poi
il viaggio terminerà,
la storia finirà
ed il fuoco si spegnerà.”

Poesie

Informazione | La Taberna Simposiale

Dunque per coloro che non la conosco, La Taberna Simposiale è un blog collettivo dove diversi autori condividono le loro opere (racconti, poesie, scritti vari) in modo da avere un feedback, un riscontro, delle critiche costruttive dagli altri membri della comunità.
Ho trovato l’idea molto interessante e piacevole; gli utenti che si dilettano a mandare lì le loro opere si mettono molto alla prova, e sanno di trovare persone interessate ai loro lavori.
Se voleste andarci basterà cliccare qua.
Io stesso ho scritto qualche articolo in quel blog, volevo indicarveli, se per caso voleste leggerli.

Bomba
Atti Biografici in Luogo di Finzione
Mancanza 10/10/3017

Ecco, fine della comunicazione.

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La Strada | Episodio IV | Fuoco

Stanco di correre,
stanco di milioni di miliardi di chilometri,
fermo
l’auto nell’antichità di un luogo
sconosciuto ma ricordato,
fermo
il pensiero in un tempio
di macerie ancora da costruire,
fermo
lo sguardo su tre uomini
ed un fuoco,
fermo
il tempo che lì non è ancora nato,
fermo
il compagno ragazzo che mi porto dietro,
fermo
dice l’uomo dei tre
più vecchio,
fermo viandante,
che sei in luogo sacro,
fermo devi stare,
osserva, ascolta,
questa che vado a narrare
è la prima storia,
sei all’alba dei tempi,
testimone
insieme al fuoco sacro
del primo racconto;
fermi state,
ed ascoltate.